05/01/2013

2) UNO SFOGO NOTTURNO di "Marco PARIS"

  "photo di Marco Paris con i diritti d'autore" 

 Buon giorno  chi legge  --  ecco un'altra bella storia del mio Poeta Mago Buono....        
"seguirà dopo un mio piccolo piccolo parere difronte ad un bellissimo et commovente racconto autoritratto..  "leggetelo questo racconto et preparate i vostri kleenex " ... Lina

• Ripercorrendo il fiume della mia vita attraverso lo specchio di facebook par Marco Paris, jeudi 3 janvier 2013, 08:23 ·
 Il fiume della mia vita attraverso il circolo di face book Sono qui, davanti al mio computer, collegato con facebook, come quasi tutte le altre mattine, pronto a visionare la bacheca e a dare inizio ad un nuovo giorno di dialogo con amici. Ma questa mattina è diverso, non riesco a concentrarmi sull’oggi, sono insoddisfatto.
Con il profilo di Nonno Marco ho fino ad ora selezionato i miei interventi, ripiegando in un mondo do fantasia e di colori, di fiabe e di note più o meno colte, in attesa dei commenti di amici e lettori e questa attività ha fino ad ora riempito parte delle mie giornate… ma c’è un altro Marco, dietro il profilo di Nonno Marco, un Marco alla ricerca di memoria, un Marco desideroso di ripercorrere la propria vita, che proprio una favola, forse, non è mai stata e scopro dentro di me un’ambizione mai soddisfatta.
Un’ ambizione che si rivela maggiormente attraverso le didascalie che accompagnano le mie cards, che veicolano verso un centro di riflessione le varie immagini… un’ambizione a scrivere, narrare, riflettere, sognare che sottende, al di là delle singole occasioni, la voglia di esprimermi, di cercare un dialogo, di sentirmi in qualche modo esplicato e realizzato… un’ambizione a scrivere e a narrare, con tutte le paure di chi sa di non essere uno scrittore, di chi non sa parlare che di se stesso e dei propri sogni e di un mondo filtrato dalla fantasia e dalla cultura.
Narrare, visualizzare il mio mondo, ciò che sono, che sono stato e che avrei voluto essere… i miei sogni di lettore mangia libri; le mie attese di adolescente inquieto alle prese con il primo sogno d’amore, quando dell’amore si scopre la forza che aiuta a leggere dentro noi stessi, in un viaggio in cui la forma del diario lettera all’amata più sognata che posseduta diveniva auto-lettura introspezione di dubbi, incertezze, conflitto tra sogno e realtà.
Amai un volto, un profilo tracciato a punta di matita, un nome, ripetuto nell’insonnia notturna tra lacrime e attesa… Amai, sognando, fino a che la realtà mi costrinse a ripiegare sui ricordi: vidi il mio sogno andar via con un altro… E il mondo della mia adolescenza s’infranse… e subentrò la realtà, arida, difficile del dover diventare adulto: Trionfai negli studi, con una laurea conseguita solo con tre anni e una sessione, con tesi da cento e lode automaticamente raggiunto dopo gli esami annuali e biennali, fatti sempre con anticipo e con voti mai inferiori al 30.
La laurea  e un breve sogno di poter continuare la carriera universitaria, con una più ampia ricerca sulle Costellazioni e le strutture mitiche e culturali di riferimento… altro breve sogno, breve per il subentrare della realtà… a 23 anni ero già abilitato all’insegnamento e nel 69 giunse la scuola con il mio primo incarico a tempo indeterminato.
Conosco il vero amore della mia vita e a 25 anni mi sposo e metto su famiglia. Dopo lunghi 4 anni la prima figlia Annalisa e, un anno dopo la seconda Viviana… e gli anni andarono avanti… nuove esperienze di scuola… la contestazione degli studenti negli anni 70 e poi la Presidenza, il primo anno, lontano dalla famiglia, a Cecina, a misurarmi con le turbolenze del mondo studentesco e soprattutto con le inquietudini dei giovani alla ricerca di un centro e punti di riferimento… la scuola come centro di formazione delle giovani personalità, di aggregazione, di punti di riferimento, mentre si dilatavano e crollavano le forme tradizionali della famiglia e sempre più complicati diventavano i rapporti tra genitori, adulti, e figli.
E la lotta alla minaccia sempre presente e inquietante della droga, della sconfitta (un alunno morto suicida).. Passarono anche gli anni 80 verso un 90 in cui tensioni sopite sembravano concedere maggior respiro….. e nel 2008 il pensionamento e poi le nozze delle figlie.
Divento tre volte nonno, mi trasforma in Nonno Marco, l'affabulatore, rivestendo i panni che un tempo erano stati quelli di mio nonno Maceo, a Fabriano, l’omero della mia infanzia, plasmatore della mia fantasia, del mio sognare, della mia vocazione a narrare….
Questo fiume di vita ritorna nella mia ambizione a creare, narrare, scrivere… ma non sono uno scrittore.. un certo pudore un certo timore mi trattiene dallo scrivere per pubblicare… l’ho detto altre volte… raccontare solo per chi desidera ascoltarmi, per i veri amici, senza dover rincorrere un pubblico… aperto a tutte le critiche e tutti i suggerimenti di chi vuol seguirmi.. Scusatemi, cari amici di fb… avevo bisogno di sfogarmi e di ripercorrere il fiume della mia vita.

....Fine 
Il Mio pensiero,
Questo racconto autobiografico  mi ha tanto commosso, lo scriba si definisce non uno scrittore, per me un grande scrittore è colui che sa entrare nel cuore chi legge, sa parlare con la sua anima et visceri,  cosa che Marco fa con tanta modestia et pudore, lui che fu un grande docente dell'insegnamento pubblico, si definisce non scrittore eppure riesce a far vedere le immagini del racconto con un linguaggio accessibile a tutti, la grandezza di un buon scriba si riconosce dal suo modo di rivolgersi al lettore, et Marco ha questa meravigliosa capacità di  far appropriare i suoi racconti et favole chi li legge, il suo modo di scrivere  spontaneo ci fa viaggiare con intensità nel suo mondo, anche un piccolo dettaglio ci coinvolge rubando il presente e ci trasporta con meraviglia in un paese unico, paese che tutti sognano di visitare  quel paese che ridà la nostra giovinezza, Marco è quel nonnino per chi non ha avuto... si Marco è il mio Poeta Mago Buono, che riesce sempre a farmi evadere da questo mondo che corre sempre più nel caos, e nell'indifferenza dove certi valori si perdano con le nuove tecnologie.. credo che mai saprò ringraziare Il poeta per questo conforto che trovo nei suoi racconti...   Lina ♥ 
 

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